Ogni viaggio inizia con un primo passo
La scorsa settimana ho letto un libro che ha rivoluzionato la mia prospettiva. Messo da parte da tempo, in poche pagine mi ha rivelato concetti che finalmente hanno dato coerenza a pensieri sparsi nella mia mente, e che ora prendono forma in questo blog.
Avevo iniziato a sfogliarlo con una fretta impaziente, guidata dall'idea che forse avrei dovuto sbarazzarmene, ma il mattino seguente, mentre il caldo sole di fine estate faceva capolino segnando l'inizio di una nuova giornata, mi sono ritrovata a divorarne le ultime pagine pensando a quale piccola fortuna mi era capitata nel revisionare con attenzione quel libro da anni dimenticato.
Non solo leggerlo è stata una spinta alla forza creativa: nei giorni seguenti sono giunte conversazioni molto interessanti, feedback, messaggi esterni che hanno dato forza a questo mio sentire.
Ora so che dare forma a questa idea creativa e metterla in pratica è un mio preciso compito.
Il libro in questione è intitolato "L'arte di far succedere le cose" di Daniel Lumera. Ammetto di aver pensato che il titolo fosse fuorviante e non in linea con il contenuto, ma ora sono qui e qualcosa effettivamente sta succedendo, quindi che sia o meno una coincidenza, e considerando che questo progetto era già nei miei pensieri da molto tempo, se ho un po' di fortuna ora stai leggendo questo primo articolo, e ne percepisco già la gratitudine in potenza.
Riflessioni sull'Economia del Dono
C'è un capitolo particolare che si intitola "Economia del Dono", in cui Lumera sostiene che non possa esistere una economia senza spiritualità. Un concetto di grande impatto, che sul momento mi ha posto molti interrogativi.
L'autore ci spiega molto bene cosa intenda con il termine spiritualità, ossia "la dimensione infinita a cui apparteniamo, senza la quale verrebbe meno l'umiltà che ci ricolloca nella corretta dimensione in questo oceano infinito di galassie nel vuoto dell'Universo."
In definitiva, anche l'economia dovrebbe nascere da uno scopo che sia prima di tutto quello di mettersi al servizio dell'altro e di farlo sacrificando (nel senso di rendere sacro) il proprio tempo e il proprio talento per il bene degli altri.
Il senso di questo blog
Per molto tempo mi sono interrogata su questi temi, perché aiutare gli altri è il mio lavoro, a cui spetta un necessario compenso, ma allora cosa sacrificare? Come donarmi agli altri? In precedenza ho erroneamente pensato che dovevo utilizzare il digitale come unica possibilità di farmi pubblicità, ma ora, come una rivelazione, ho compreso che il digitale non è altro che un mezzo per mettermi a servizio delle persone e della comunità. Questo, più di tanti spot o avvisi pubblicitari che vendono me stessa ad un ipotetico pubblico, rende davvero giustizia alla persona che sono, che ha scelto di fare di una professione di aiuto il proprio lavoro ma che basa il proprio agire su solidi valori.
Prima di te, mi interrogo su quale sia il servizio che voglio fornire attraverso questo schermo: che senso ha un blog, come può essere utile?
Queste le risposte che mi vengono in mente:
- Fornire uno spazio di accoglienza
- Offrire la possibilità di un confronto che rappresenti uno scambio di accrescimento reciproco
- Condivisione di conoscenze, strumenti, ispirazioni, letture
- Cercare quanto più possibile di fornire un ritratto di come sono come persona e come professionista per coloro che stanno pensando di rivolgersi a me per iniziare un percorso
- Co-costruzione di una comunità digitale che risponda ai bisogni e alle necessità degli utenti

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